venerdì 14 agosto 2009

Ecco le ultime notizie del Large Hadron Collider di Ginevra

Ecco le ultime notizie del Large Hadron Collider di Ginevra.

Raccolte dal giornalista del Corriere della Sera Giovanni Caprara:

MILANO - «A novembre inizierà l'iniezione dei fasci di protoni nel Large Hadron Collider di Ginevra (LHC). I lavori stanno procedendo secondo il programma e oggi si può parlare di una data precisa dell'avvio delle attività». Roberto Petronzio, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) traccia un bilancio dei lavori in corso nell'acceleratore del Cern, il più potente mai costruito, destinati a riparare il guaio che si era manifestato nel primo tentativo di accensione nel settembre scorso.

IL PROBLEMA - I fisici italiani riuniti nell'Infn partecipano massicciamente (sono circa 600 quelli direttamente coinvolti) all'impresa europea destinata a riprodurre le condizioni dell'universo esistenti appena dopo il Big Bang. Inoltre si punta alla scoperta della cosiddetta "particelle di Dio", cioè il bosone di Higgs che spiega il perché una materia ha una massa. «Si è intervenuto su tre piani - spiega Petronzio - il primo riguardava la comprensione dell'evento, il secondo la riparazione e la terza mirava invece alla prevenzione di futuri problemi». L'accaduto è ormai chiaro: una saldatura non perfetta ha creato un arco elettrico che ha forato la guaina di contenimento del liquido di raffreddamento, l'elio superfluido che diventando gassoso ha generato un ciclone nella galleria danneggiando i magneti superconduttori. «Sono stati rimpiazzati 56 magneti - precisa Petronzio - e ricostruiti alcuni ancoraggi danneggiati ma soprattutto si lavorato nella prevenzione per evitare futuri problemi». A tal fine si sono messi a punto dei metodi e dei sistemi per identificare eventuali contatti difettosi o anomalie nel funzionamento che potrebbero generare difficoltà o incidenti. Tra i sistemi di sicurezza sono state introdotte delle valvole di sfogo del gas nel caso si verificassero delle perdite. «Il Consiglio del Cern ha stigmatizzato l'insufficiente controllo della qualità esercitato in passato - aggiunge Petronzio - ma si impara dagli errori e molto è stato migliorato. Per recuperare il tempo perduto, durante l'inverno l'acceleratore rimarrà in funzione e quindi nel 2010 saremo in linea con i programmi stabiliti». Intanto è in atto una corsa per conquistare prima di tutti la scoperta della "particella di Dio" tra il laboratorio Fermilab di Chicago e il Cern. «Noi abbiamo borsisti che hanno lavorato a Chicago e poi sono andati al Cern e questo aiuterà», conclude il presidente dell'Infn.

Giovanni Caprara

fonte: http://www.corriere.it

Anello di 27 km di circonferenza, situato sotto l'aeroporto di Ginevra e che si estende fin sotto il massiccio del Giura.

UN VELOCE RIPASSO SU UNA NOTIZIA DI UN ANNO FA DEL MEDESIMO ARGOMENTO:

Questa volta non è qualche perditempo del web che si diletta a speculare sul catastrofismo a buon mercato, no stavolta - nonostante tutte le rassicurazioni fornite invece da gran parte della comunità fisica internazionale - l'allarme sul MEGA ESPERIMENTO in fase di partenza al mostruoso Large Hadron Collider di Ginevra (appena ultimato) arriva da uno scienziato.

Ed è un allarme apocalittico, da fine del mondo

Secondo Otto Roessler, infatti, un eminente scienziato tedesco dell'Università di Tubinga, l'esperimento nel laboratorio europeo del Cern a Ginevra potrebbe creare buchi neri in grado di inghiottire e distruggere la Terra nel giro di 50 anni.

E' ovvio che appena Roessler ha pubblicato il suo articolo, sul tema si sta gia' diffondendo il panico in Germania.

Adesso lo scontro ha coinvolto gli scienziati di tutto il Paese ed e' finito oggi sulla prima pagina della 'Sueddeutsche Zeitung'.

Come è noto, e come abbiamo riferito molte molte volte qui a Mysterium, nell'anello di 27 km di

circonferenza, situato sotto l'aeroporto di Ginevra e che si estende fin sotto il massiccio del Giura, gli scienziati stanno per eseguire nelle prossime settimane il piu' grande esperimento mai tentato al mondo.

Nel "Large Hadron Collider"(Lhc) i protoni andranno a collidere gli uni sugli altri ad una velocita' che e' pari al 99,999991 per cento di quella della luce e una delle conseguenze dell'impatto potrebbe essere il formarsi di piccoli buchi neri. Sulla base della teoria della relativita' generale di Albert Einstein, sostiene il professor Roessler, i buchi neri cosi' creati si ingrandiranno e finiranno entro mezzo secolo per inghiottire la Terra.

A contestare questa tesi, ripresa con titoli di scatola dalla grande stampa popolare, arriva adesso un documento stilato da oltre 20 autorevoli fisici nucleari di varie universita' tedesche dal titolo "La Terra non sara' inghiottita dai buchi neri". Il professor Hermann Nicolai, direttore a Potsdam del "Max-Planck-Institut" di Fisica gravitazionale, accusa il suo collega Roessler di incompetenza e replica che le sue affermazioni catastrofiche sono basate su un "fondamentale fraintendimento della teoria di Einstein".

Il presidente del Comitato tedesco per la Fisica delle particelle, Peter Maettig, non esclude che l'esperimento del Cern possa dar luogo alla creazione di buchi neri, ma sottolinea che in questo caso "sarebbero ben diversi dai buchi neri esistenti nello spazio".

Anche il suo collega Siegfried Bethke, direttore del Max-Planck-Institut" di Fisica di Monaco di Baviera, precisa che gli eventuali buchi neri creati a Ginevra "sono cosi' minuscoli da non riuscire in pratica a sviluppare alcuna forza di attrazione e scompaiono sotto forma di radiazione in una frazione di secondo". Bethke attacca poi pesantemente il suo collega di Tubinga e spiega che "a diffondere il panico e' gente che ha evidentemente letto troppi libri di fantascienza".

Gli scienziati tedeschi sottolineano che nell'universo avvengono continuamente collisioni di ogni tipo di particelle con energie molto piu' grandi di quella creata nel laboratorio del Cern, senza dar luogo alla creazione di buchi neri dall'effetto distruttivo. Rimane il fatto, pero', come scrive la 'SZ', che ormai in Germania non si parla d'altro e che su internet e sui media il panico per l'avvicinarsi dell'esperimento di Ginevra si va sempre piu' diffondendo.

Il giornale di Monaco di Baviera scrive che il timore comune e' che i buchi neri creati dall'esperimento nello 'Lhc' del Cern "finiscano per ingrandirsi con un effetto simile a quello di una palla di neve, arrivando poi ad inghiottire e distruggere il pianeta".

Davanti al clima di isteria ormai dilagante, il professor Maettig spiega che a nulla valgono ormai le spiegazioni dei fisici, poiche' la paura sta diventando cosi' forte che nemmeno con gli argomenti scientifici "si riesce piu' ad eliminarla".

Forse, nella mente di tutti, ci sono le immagini di quello straordinario cartone di Walt Disney, 'Fantasia', in cui, in un celebre episodio, l'Apprendista Stregone Mickey Mouse si impadroniva del cappello del Mago e con quello metteva in moto una serie di Magie spaventose che poi non riusciva più a controllare.

Ma quello era un cartone, non la realtà. O no ?

(fonte AGI - http://www.agi.it/ )

Il profilo del Professor Roessler:

http://www.koakidi.com/article.php3?id_article=194

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