martedì 29 settembre 2009

Pianeta X - Nibiru 2012 - Le prove scientifiche




Il pianeta X esiste ed è il dodicesimo pianeta, uno e lo stesso. Quando venne avvistato la prima volta tramite apparecchiature all’infrarosso e segnalato dal team IRAS nel 1983, i risultati dell’IRAS furono interpretati in diversi modi da parte degli scienziati umani che lessero i rapporti esprimendo diverse considerazioni sulle implicazioni della lettura infrarossa delle immagini del dodicesimo pianeta. Il calore infrarosso può significare molte cose, secondo la distanza, la dimensione e la composizione dell'oggetto percepito. Ad esempio un oggetto molto caldo lontano può essere paragonabile ad un oggetto poco caldo vicino, o un oggetto molto grande lontano può essere considerato come un oggetto più piccolo vicino; la compressione causata dalla massa di un oggetto si ritiene che produca raggi infrarossi, quindi un oggetto pesante ma freddo potrebbe essere considerato paragonabile ad un oggetto più leggero ma più caldo. Gli scienziati che lessero i risultati IRAS ritennero quindi che il dodicesimo pianeta, o Pianeta X, fosse più grande, più freddo e più lontano di quanto fosse realmente, poichè in questi casi la mente umana non desidera comprendere le ipotesi alternative. Quando fu avvistato per la prima volta nel 1983, era dal lato destro di Orione, guardando dal vostro emisfero nord. All’inizio si muoverà verso sinistra e verso l’alto sul piano dell’ellittica mentre si avvicinerà al sistema solare della Terra per il prossimo passaggio, come se prendesse posto con gli altri pianeti nel vostro sistema solare, a quel punto si troverà leggermente alla sinistra di Orione. Nel 1998 virerà verso destra, muovendosi verso la costellazione del Toro ed Ariete, assumendo un'orbita retrograda e provenendo dal piano superiore dell’ellittica, in occasione del suo primo passaggio.

I motivi ufficiali che portarono alla scoperta del pianeta X furono le perturbazioni presenti nei pianeti esterni, conosciute da alcuni secoli ed in parte spiegate tramite la scoperta di Plutone. Proprio come per gli insediamenti scoperti su Marte vennero date delle spiegazioni ufficiali al pubblico, che le stava finanziando pagando le tasse, la ricerca del pianeta X difficilmente potè essere nascosta all’opinione pubblica. Ciò che al pubblico non fu detto, naturalmente, era che la pressione per avere la certezza della sua esistenza era dovuta alle informazioni che noi Zeta avevamo dato al gruppo MJ12 e che queste informazioni erano risultate attendibili in quanto basate su decenni di osservazione attenta dei cieli. A seguito di Roswell, come la storia insegna, noi stabilimmo un contatto con il governo degli Stati Uniti, che mise le nostre informazioni nelle mani dell’MJ12 per evitare la contaminazione da parte della burocrazia federale ordinaria. Noi Zeta eravamo interessati a che i governi mondiali informassero la popolazione della Terra, così già nella fase iniziale dicemmo chiaramente che cosa sarebbe accaduto nel 2003. Come raccontano le storie delle alternative 1, 2 e 3, la reazione immediata dell’Establishment fu di tentare di salvare solo poche persone. Quando fu evidente che probabilmente anche loro sarebbero rimasti sulla superficie terrestre durante lo slittamento dei Poli, desiderarono avere una conferma. Scappare via all’ultimo minuto è relativamente facile, poichè uno sparisce all’improvviso. Ma se uno deve costruire un rifugio sicuro di fronte ai quelli nei confronti dei quali sta raccontando delle bugie, questo è già più difficile. Per assicurarsi la cooperazione di quelli che dovrebbero arruolare, sulla Terra, ebbero quindi bisogno della conferma. Il gruppo MJ12, attraverso NASA e JPL, stava controllando l’orbita del pianeta X, secondo le nostre coordinate e previsioni. Essendo risultate esatte, fu promossa la ricerca IRAS all'inizio degli anni ‘80 che portò poi al ritrovamento del pianeta che loro speravano di non trovare.

La mente umana non desidera contemplare le ipotesi terribili, così la maggior parte in questo gruppo cercò di smentire tutto, pur continuando nella ricerca considerandola alla stregua di un’interessante esercitazione scientifica, non diversa dalla maggior parte dell'attività che la NASA ed altri intraprendono giornalmente. La scoperta di prove così solide tali da sorprendere la maggior parte degli addetti alla ricerca fece sì che la verità cominciasse a trapelare all’esterno e così si spiegano i rapporti quale l'articolo del 1983 in prima pagina del Washington Post. L'interesse per il pianeta X stava aumentando già prima della ricerca IRAS del 1983. Se il pianeta X non fosse stato trovato, l’interesse sarebbe continuato a lungo nei mass media. Quando la copertura di soppressione fu imposta sui media e sugli osservatori importanti, che sanno esattamente dove il pianeta X si trova attualmente, ci volle un certo tempo per trovare una spiegazione e fosse fatto silenzio sull’argomento. Così vi fu uno strano silenzio, durato quasi un decennio, conseguente alla scoperta del pianeta X nel 1983. Poiché JPL e NASA sono alleate ed hanno sempre rilasciato dichiarazioni compiacenti verso l’Establishment, si sono trasformate nell’ente ufficiale preposto a rilasciare spiegazioni ufficiali sull’argomento. Il mistero del perchè le orbite dei pianeti esterni sono sempre apparse perturbate agli astronomi negli ultimi 160 anni fu spiegato rielaborando i dati sulle dimensioni e composizione di questi pianeti esterni scoperti dalle sonde. Al pubblico fu data la conclusione finale, ma non i particolari, o dei particolari insufficienti in maniera tale che una conclusione indipendente risulti impossibile. Tutto venne fatto in modo molto prudente.

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