domenica 22 novembre 2009

Hackers: Fuga di notizie sul clima, clamoroso! – update

Aggiornamenti in tempo reale in fondo all’articolo.


La cronaca del 20 novembre 2009

La notizia è di quelle che vanno prese assolutamente con cautela. Diversamente da molti siti sulla rete (in questi minuti la notizia sta dilagando incontrollata), abbiamo deciso di analizzare l’accaduto ma anche di aspettare una verifica di credibilità della notizia stessa. Veniamo ai fatti.


Poche ore orsono è apparso un file su un sito FTP (File Transfer Protocol) russo contenente centinaia di email, quindi corrispondenza privata, tra una serie di scienziati. Non faremo i nomi di alcuno, nè riporteremo per il momento il testo di queste email perchè, non dimentichiamolo, in Italia è reato divulgare il contenuto della corrispondenza privata. Piuttosto aspettiamo che qualche organo ufficiale ci dia delle indicazioni.

Il file è stato successivamente messo offline dal sito russo ma, come spesso accade, la rete aveva già colpito riproponendolo su una molteplicità di altri siti. Al momento è difficilissimo reperirlo perchè i file, per non chiari motivi (probabilmente legali) vengono immediatamente messi offline. Cosa contiene questo file?

62 megabyte di corrispondenza scottante tra scienziati del clima che discutono degli aspetti più svariati del dibattito climatico e codice. Già, codice utilizzato da un centro meteo (di cui non faremo il nome) e mai svelato al pubblico, nonostante ne fosse stata fatta richiesta in base ai principi del Freedom of Information Act.

In totale il file contiene 1073 mail e numerosi documenti allegati. Si tratta dell’elaborato piano di un truffatore? Potrebbe essere, proprio per questo motivo noi di CM abbiamo deciso di riportare la notizia, senza entrare nel dettaglio, per il momento, delle mail. In ogni caso, fosse una truffa, sarebbe talmente elaborata da risultare perfetta: inventarsi più di mille email con dialoghi credibili, coerenti e con riferimenti a fatti e persone, non è un semplice esercizio della domenica pomeriggio. Sappiamo tuttavia che lo scontro sul clima è esasperato a livelli ragguardevoli e quindi siamo pronti a tutto.

Se, tuttavia, il file o meglio il suo contenuto si rivelasse veritiero, sarebbe una notizia davvero sconvolgente, perchè le email parlano di strumenti e metodi per filtrare le informazioni, per selezionare cosa far passare al pubblico e cosa non divulgare. Insomma, uno scenario piuttosto desolante che mette in luce una rete di connivenze davvero insopportabili a livello scientifico. E’ di pochi minuti fa la notizia che il grande centro meteo cui sono state sottratte queste informazioni abbia sospeso tutti gli account elettronici per una modifica completa delle password.

Sappiamo per certo che molti siti stanno pubblicando e continueranno a pubblicare il contenuto di queste email, noi per il momento facciamo un passo indietro e osserviamo con tutta la cautela necessaria l’evolversi di questa incredibile fuga di notizie. In questa ottica, ci sentiamo di approvare completamente l’approccio1 di Thomas Fuller.

D’altro canto, siamo assolutamente certi che questa notizia avrà uno seguito lunghissimo, non fosse altro per la mole di dati rivelati ai nostri occhi.
La cronaca del giorno dopo

La lunghissima giornata di ieri è stata convulsa, si sono susseguite informazioni e smentite. Il momento che gli americani chiamano ground zero, il momento in cui la notizia deflagra è solitamente ricco di tensione ed animazione. L’alba del giorno dopo Ground Zero, invece, ci si sente tutti un po’ “svuotati”, le idee si accavallano e si è un po’ frastornati. Cercando di superare queste sensazioni, proviamo a ricapitolare quanto si sa fino a questo momento e a immaginare cosa potrebbe accadere nell’immediato futuro.

Il dato fondamentale è la conferma da parte dell’ Hadley Center di quanto accaduto: fuga di notizie o furto di notizie, forse non lo sapremo mai. Secondo aspetto: non possiamo al momento affermare se tutte le email diffuse in rete corrispondano alle email sottratte dai server del centro. Questo è un aspetto di non poco conto, perchè potremmo trovarci di fronte ad una mole di dati misti, alcuni veri altri no, rendendo di conseguenza l’analisi delle informazioni davvero ardua. Vi è una parziale conferma su alcune email, a voce dei diretti interessati. Infatti, ieri in tarda serata Real Climate (parte pesantemente chiamata in causa) ha pubblicato un articolo con la propria versione e interpretazione dei fatti. Ci uniamo anche noi allo sdegno dell’atto in sè: il furto e la divulgazione illegale, senza il consenso. Sebbene a questo punto, sarebbe importante che gli scienziati chiamati in causa prendessero le distanze da ciò che è falso, e dessero una spiegazione a quanto vero e decisamente inaccettabile dal punto di vista del metodo scientifico. Nel tentativo di giustificare alcune affermazioni, Gavin Schmidt di RC ha confermato esplicitamente la veridicità di alcune email.

Questo è un passaggio fondamentale, dal momento che le strade per verificare la genuinità delle mail, abbiamo due strade a questo punto:

1) applicare una richiesta di FOIA, per cittadini americani, o FOI per gli inglesi: ovvero richiedere una pubblicazione integrale della corrispondenza e dei dati, in quanto generati all’interno di un ente governativo o mantenuto tramite fondi governativi;

2) oppure, chiedere ai diretti interessati un confronto finalmente aperto e trasparente.

Per il momento è tutto, rimanete collegati con noi, perchè seguiremo l’evoluzione sia del “giorno dopo”, sia quella futura. Nella speranza che venga dato il permesso, prima o poi, di pubblicare e analizzare i dati e le mail trapelate.

Aggiornamento 1

Sto ricevendo molte email che mi chiedono di essere più preciso, magari di fare nomi e cognomi. Per il momento, lo ribadisco, abbiamo deciso di adottare una linea molto cauta e rispettosa delle persone coinvolte.


Aggiornamento 2

Pare che il direttore dell’Hadley Center, Phil Jones abbia confermato durante una intervista2 che la fuga di notizie è avvenuta realmente e il materiale online “sembra” genuino.

Aggiornamento 3 (12:19:58)

Stiamo conducendo verifiche incrociate per venire a capo di questo caso mediatico. Rimanete in contatto per ulteriori aggiornamenti.

Aggiornamento 4 (14:23:30)

Al momento i media mainstream sono silenziosi, proabilmente stanno indagando sull’attendibilità delle informazioni. Le fonti sparse sulla rete stanno parlando sempre più insistentemente non tanto di un attacco hacker, quanto di un informatore interno all’Hadley Center. Un caso di coscienza?

Aggiornamento 5 (15:53:52)

Un nostro gentile utente ci segnala la prima fonte davvero ufficiale che si sia spinta a commentare l’accaduto. Parliamo della BBC. Avremo modo di analizzare meglio l’articolo3 , qui è importante capire che viene confermata la fuga di notizie e che le autorità competenti sono state allertate.

Aggiornamento 6 (21:43:51)

Il WSJ riporta la notizia4

Aggiornamento 7 (23:45:51)

Ormai nel profondo della notte italiana, ci prendiamo qualche ora di pausa per far sedimentare tutta questa faccenda. Da domani inzierà la fase due, ovvero la comprensione della veridicità del materiale fuoriuscito dal sito inglese e il suo impatto sul dibattito climatologico recente.

Aggiornamento 8 (20:10:50 / 2009-11-21)

Siamo in grado di fornirvi il messaggio originale dell’individuo (probabilmente un insider, una talpa) che ha pubblicato il primo link, quello sul sito FTP russo ormai disattivato. Il messaggio è apparso sul sito The Air Vent, a firma di FOIA:


We feel that climate science is, in the current situation, too important to be kept under wraps. We hereby release a random selection of correspondence, code, and documents. Hopefully it will give some insight into the science and the people behind it. This is a limited time offer, download now:

E’ interessante notare come l’utente FOIA non si sia più presentato in alcun blog o altro sito di informazione, nè abbia inviato commenti ad alcuna redazione a suo nome. Questo atteggiamento è tipico più di un insider che di un hacker. La storia insegna, infatti, che gli hacker tendano a pubblicizzare parecchio (soprattutto in caso di successo) le proprie azioni.

Rassegna stampa (Fonti)


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