martedì 8 dicembre 2009
Amanda Knox: Per gli americani "Un processo basato su superstizioni medioevali"
La stampa americana con l'appoggio politico della senatrice Cantwell (concittadina della Knox) più che dimostrare l'anti americanismo italiano, osannato in queste ultime battute del processo proprio dai media a stelle e strisce, lasciano trasparire un anti italianismo disdicevole e offensivo.
Non è la prima volta che gli americani insorgono contro i procedimenti giudiziari del nostro paese difendendo a spada tratta i loro concittadini di turno. Vedi il caso Cermis o più recentemente il caso Calipari.
Difettano principalmente nel riconoscere la sovranità giudiziaria e politica del paese in cui o verso il cui uno di loro commette un reato. Il punto è che l'Italia è un paese sovrano con un sistema giudiziario chiaro e aperto ma alcune volte come vedrete nel filmato sembra quasi che lo paragonino ad esempio ad un Iraq.
Addirittura la senatrice Cantwell ritiene fonte di sospetto il fatto che i giudici italiani al momento della sentenza indossavano la fascia tricolore. Lei sa benissimo che questo avviene per qualunque processo in Italia ma tende a voler far "strasparire" all'opinione pubblica del suo paese il sospetto che questo sia una sentenza "del popolo" che è contro gli americani. Vergognosa.
Channel360News
"Se solo applicassero gli standard di uno stato di diritto, il verdetto sarebbe ovvio". Timothy Egan, una delle firme del New York Times, torna all'attacco: per lui il processo ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher "ha poco a che vedere con le prove e molto con l'antica abitudine italiana di salvare la faccia". Giaà la scorsa estate Egan aveva attaccato la Procura di Perugia in un lungo articolo sul NYT, "un innocente all'estero.
Il "verdetto è atteso a giorni", scrive Egan, premio Pulitzer 2001, ma basta ripercorrere le tappe cruciali delle indagini e del processo per rendersi conto dell'infondatezza delle accuse contro la ventiduenne studentessa di Seattle. Egan cita la ricostruzione dell'omicidio illustrata dai pm perugini: uno è arrivato addirittura ad attribuire ad Amanda una frase, "Sembri semper una santerellina. Adesso te la facciamo vedere noi, adesso ti faremo fare sesso noi...", che nessuno può provare sia stata mai davvero pronunciata. "In che secolo ci troviamo? - chiede polemicamente Egan - Giovanna d'Arco, l'Inquisizione, i nostri processi alle streghe in America non hanno insegnato nulla sulll'abbinamento dell'isteria sessuale con tendenze sataniche?".
E ancora, "adesso anche i genitori (di Amanda, ndr.) sono sotto inchiesta per diffamazione, derivante da una lontana intervista con un giornale britannico, in cui hanno raccontato cosa aveva loro riferito la figlia sui maltrattamenti subiti mentre veniva interrogata la notte dalla polizia, senza un avvocato presente.
La tempistica è sospetta, per non dire altro. La giuria non è isolata. Mettendo dubbi fuori dal tribunale sul racconto dei Knox dei maltrattamenti, le autorità possono sperare di influenzare il risultato all'interno del tribunale".
Insufficienti, per Egan, le 'prove' del coltello di Sollecito, le impronte, il test del Dna.
Ma allora perché Amanda è in prigione in Italia da due anni? "Per quello che posso dire - scrive Egan - per comportamento inopportuno. E' stata ripresa in un vuideo pochi giorni dopo il delitto mentre baciava il suo fidanzato"...
Insomma, agli occhi di molti Americani questo processo di Perugia resta "un insulto". E Egan cita un ex pm americano, John Q. Kelly, noto per il caso di O.J.Simpson in America, che lo scorso mese ha parlato di "pubblico linciaggio basato su speculazioni di bassa lega".
Gli Italiani, invece, scrive ancora Egan, "la vedono diversamente". Per molti "Amanda è la disinibita, immorale studentessa americana che non ha provato rimorso per la morte della compagna di studi. La retorica del 'lei è il diavolo' ha fatto colpo".
Eppure, "in base al sistema americano alla giuria verrebbe chiesto di indicare un colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio. Il loro verdetto non dovrebbe avere nulla a che fare con superstizioni medioevali, proiezioni sessuali, fantasie sataniche o l'onore dei magistrati della pubblica accusa. Se solo applicassero gli standard di diritto, il verdetto sarebbe ovvio".
Rainews24
Non è la prima volta che gli americani insorgono contro i procedimenti giudiziari del nostro paese difendendo a spada tratta i loro concittadini di turno. Vedi il caso Cermis o più recentemente il caso Calipari.
Difettano principalmente nel riconoscere la sovranità giudiziaria e politica del paese in cui o verso il cui uno di loro commette un reato. Il punto è che l'Italia è un paese sovrano con un sistema giudiziario chiaro e aperto ma alcune volte come vedrete nel filmato sembra quasi che lo paragonino ad esempio ad un Iraq.
Addirittura la senatrice Cantwell ritiene fonte di sospetto il fatto che i giudici italiani al momento della sentenza indossavano la fascia tricolore. Lei sa benissimo che questo avviene per qualunque processo in Italia ma tende a voler far "strasparire" all'opinione pubblica del suo paese il sospetto che questo sia una sentenza "del popolo" che è contro gli americani. Vergognosa.
Channel360News
"Se solo applicassero gli standard di uno stato di diritto, il verdetto sarebbe ovvio". Timothy Egan, una delle firme del New York Times, torna all'attacco: per lui il processo ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher "ha poco a che vedere con le prove e molto con l'antica abitudine italiana di salvare la faccia". Giaà la scorsa estate Egan aveva attaccato la Procura di Perugia in un lungo articolo sul NYT, "un innocente all'estero.
Il "verdetto è atteso a giorni", scrive Egan, premio Pulitzer 2001, ma basta ripercorrere le tappe cruciali delle indagini e del processo per rendersi conto dell'infondatezza delle accuse contro la ventiduenne studentessa di Seattle. Egan cita la ricostruzione dell'omicidio illustrata dai pm perugini: uno è arrivato addirittura ad attribuire ad Amanda una frase, "Sembri semper una santerellina. Adesso te la facciamo vedere noi, adesso ti faremo fare sesso noi...", che nessuno può provare sia stata mai davvero pronunciata. "In che secolo ci troviamo? - chiede polemicamente Egan - Giovanna d'Arco, l'Inquisizione, i nostri processi alle streghe in America non hanno insegnato nulla sulll'abbinamento dell'isteria sessuale con tendenze sataniche?".
E ancora, "adesso anche i genitori (di Amanda, ndr.) sono sotto inchiesta per diffamazione, derivante da una lontana intervista con un giornale britannico, in cui hanno raccontato cosa aveva loro riferito la figlia sui maltrattamenti subiti mentre veniva interrogata la notte dalla polizia, senza un avvocato presente.
La tempistica è sospetta, per non dire altro. La giuria non è isolata. Mettendo dubbi fuori dal tribunale sul racconto dei Knox dei maltrattamenti, le autorità possono sperare di influenzare il risultato all'interno del tribunale".
Insufficienti, per Egan, le 'prove' del coltello di Sollecito, le impronte, il test del Dna.
Ma allora perché Amanda è in prigione in Italia da due anni? "Per quello che posso dire - scrive Egan - per comportamento inopportuno. E' stata ripresa in un vuideo pochi giorni dopo il delitto mentre baciava il suo fidanzato"...
Insomma, agli occhi di molti Americani questo processo di Perugia resta "un insulto". E Egan cita un ex pm americano, John Q. Kelly, noto per il caso di O.J.Simpson in America, che lo scorso mese ha parlato di "pubblico linciaggio basato su speculazioni di bassa lega".
Gli Italiani, invece, scrive ancora Egan, "la vedono diversamente". Per molti "Amanda è la disinibita, immorale studentessa americana che non ha provato rimorso per la morte della compagna di studi. La retorica del 'lei è il diavolo' ha fatto colpo".
Eppure, "in base al sistema americano alla giuria verrebbe chiesto di indicare un colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio. Il loro verdetto non dovrebbe avere nulla a che fare con superstizioni medioevali, proiezioni sessuali, fantasie sataniche o l'onore dei magistrati della pubblica accusa. Se solo applicassero gli standard di diritto, il verdetto sarebbe ovvio".
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