venerdì 18 dicembre 2009

Con la scusa della censura su Facebook la libertà di espressione in internet è in serio pericolo


17 Dicembre 2009
Roma: Oggi il consiglio dei ministri ha trovato un'intesa sul ddl con cui si individueranno nuove norme per il web e le manifestazioni.
Il testo del disegno di legge non è stato ancora approvato, si attende la revisioni su alcuni punti da parte dei vari ministeri.
La proposta di legge era stata fatta da Roberto Maroni subito dopo l'apparizione su Facebook di alcuni gruppi che inneggiavano alla morte di Berlusconi.
Dunque si coglie l'occasione per iniziare un vero e proprio controllo anche su internet, come se non bastasse quello che gia affligge la nostra televisione. Un'occasione troppo propizia per lasciarsela scappare.

Molti di voi potranno pensare: " vabbè, chiudono i gruppi inneggianti alla violenza". Ebbene no, per una questione tecnica ciò non è possibile, in particolare per un motivo molto semplice. Se un Gip in Italia vuole chiudere una singola pagina su Facebook, con una serie di passaggi burocratici deve avvertire la sede del network e la sede in questione è negli Stati Uniti. Fatto questo, non è nemmeno scontato che la chiusura del gruppo incriminato avvenga (in più vi è un altro rischio tecnico che adesso vi dettaglio).
Dunque? dunque ci rifacciamo a ciò che sappiamo, i "filtri" già esistono (come in Cina, in Iran negli Emirati Arabi Uniti) la navigazione verso quei siti diventa impossibile. Nel caso di Facebook, ad esempio, per rendere irraggiungibile una singola pagina, si finirebbe per mettere off limits l'intero network. Chi ha sperimentato la navigazione su una rete dotata di filtri sa bene quanto questi meccanismi incidano sull'intera porzione di web interessata.
In questa cartina potete notare quali siano i paesi che adottano questi così detti "filtri" che, guarda caso corrispondono agli stessi paesi in cui la libertà sociale è gia pericolosamente limitata, se non del tutto assente.

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Se questo decreto dovesse passare, nell'aggiornamento del prossimo anno della cartina in questione noi fra i paesi occidentali saremmo gli unici ad essere evidenziati di giallo (libertà limitata). E se vi sembra tanto assurdo, potrei aggiungere una libertà limitata gia esistente nel nostro paese. Quella dell'informazione:

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Altro che popolo delle libertà, quanto meno non della nostra. E non lo dico per una appartenenza politica che non ho, ne da un lato ne dall'altro. Qui si tratta semplicemente di prendere atto dei fatti. E i fatti dicono che noi siamo l'unico paese occidentale ad essere in questa situazione. C'eravamo con la sinistra e ci siamo ora con la destra, il problema è che la questione sta peggiorando ad un livello che onestamente non ritenevo possibile.
Non mi stupirebbe nemmeno se accadesse, pur con criteri e pretesti diversi, quello che accade in Cina, dove con la scusa di "filtrare" internet bloccando l'accesso (sacrosanto) ai siti pedofili, bloccano anche tutto quello che politicamente non va bene alla loro "classe politica".
E allora o si va tutti a San  Marino (quel piccolo quadratino verde al centro dell'Italia, è una trasposizione) oppure ci si sveglia e si protesta, civilmente.
Forse basterebbero solo tutti gli italiani iscritti a Facebook che sono tanti, per smuovere un po le acque. Senza ideologie politiche che altro non sono che un ulteriore strumento di controllo. Ma uniti da un unico valore comune, il diritto ad essere liberi in tutte le sue forme. Un diritto fondamentale alla base di una vera democrazia. Che può sembrare scontato, ma questo paese ne è carente. Basti pensare all'informazione faziosa che passa nei telegiornali e nei giornali.

Recentemente si strumentalizza anche ciò che è successo al premier Silvio Berlusconi per additare colpe a terzi che nulla hanno a che fare con il gesto di un folle. Per non dimenticare che la violenza politica (e non solo) ha dei trascorsi ben più vicini di quanto si ricordi a coloro che oggi si vittimizzano,  vi lascio alla visione di questo video che rispolvera alcuni trascorsi di dialettica, di coloro che oggi,si chiedono come mai di tanto astio.




L'impressione è che abbiano smesso di esercitare il potere per noi, da noi concessogli. E lo utilizzino per loro, a volte anche contro i nostri interessi. Salvo qualche contentino una tantum. La libertà di conoscere, di espressione rende la mente libera di scegliere.
Se la vorranno fare, questa legge la faranno e probabilmente sarà così. Non credo che si lasceranno scappare un'occasione così ghiotta.
A questo proposito, proviamo un esperimento:
Tutti coloro che il 10.10.2010 vorranno scendere in piazza per una manifestazione pacifica a Roma  nel Freedom Day (giorno di libertà) per dire giu le mani dal web, stampa e tv, possono aderire tramite il gruppo su Facebook (questo link).
Un'altra manifestazione che con le vostre idee è pronta a nascere sulla rete.

Se vuoi pubblicizzare l'iniziativa, puoi prelevare il codice del banner da inserire nel tuo blog. 



Freedom Day 10.10.2010





1 commento:

Sara ha detto...

Concordo pienamente con quanto detto in questo articolo. La libertà di informazione in Italia è pericolosamente limitata (contrariamente a quanto vogliono farci credere). L'approvazione di questa legge darebbe un colpo di grazia alla libertà di espressione limitandola anche all'interno del web che, al momento, risulta essere l'unica dimensione in cui questa libertà esiste davvero.
Non permettiamo che ci privino anche della poca libertà di pensiero che possediamo: difendiamola con le unghie! Sara

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