giovedì 31 dicembre 2009

In quasi tutto il mondo, tempeste di neve, acqua e fango. Un Dicembre 2009 da record

Dal 19 al 28 Dicembre, a cavallo del ormai famosa data 21 Dicembre, si sono sfiorate e in alcuni casi raggiunte le peggiori condizioni atmosferiche di sempre.
Nello stesso momento in buona parte del mondo si sono verificate forti nevicate con le temperature crollate ai minimi storici, al punto che una volta passati dalla neve alla pioggia l'acqua una volta raggiunto il suolo congelava formando nelle strade cittadine lastroni di ghiaccio impossibili da percorrere.




Ormai non ci sorprendiamo nemmeno più di come il clima di anno in anno peggiori palesemente sotto i nostri occhi. Acqua alta a Venezia da record, temperature polari al nord Italia, alluvioni, frane. Fatta eccezione per coloro che vivono gli eventi in prima persona perdendo anche quanto hanno di più caro, il tutto passa attraverso i giornali e i telegiornali giungendo a noi. A forza di vedere sempre le stesse immagini molti si abituano considerando questi eventi quasi normali. Può succedere una volta ogni tot anni che si vivano fenomeni climatici di eccezionale violenza, ma che ciò accada quasi annualmente con un peggioramento sistematico rispetto all'anno passato non può e non deve essere considerato normale.
una volta consapevoli di questo, il problema è che non ci si può fare nulla per contrastare questi eventi. Neppure al vertice di Copenaghen i "grandi" della terra sono riusciti a mettersi d'accordo per fare l'inutile minimo indispensabile.
Il fatto curioso per coloro che si interessano al 2012 è che quest'anno il clima ha dato il peggio di se a cavallo del 21 Dicembre. Questa non è ne solo una data fra le date segnata nel calendario e neppure solo una possibile profezia; Il 21 Dicembre è il primo giorno di inverno astronomico, ovvero il solstizio di inverno.

Il solstizio in astronomia è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima o minima. Il fenomeno è dovuto alla inclinazione dell'asse di rotazione terrestre rispetto l'eclittica; il valore di declinazione raggiunta coincide con l'angolo di inclinazione terrestre e varia con un periodo di 41 000 anni tra 22.1° e 24.5°.

Il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva nel mese di giugno in occasione del solstizio di estate boreale, mentre raggiunge il massimo valore di declinazione negativa in dicembre, in occasione del solstizio di inverno boreale, corrispondente all'estate nell'emisfero australe.

Da un esame di una tabella dei tempi dei solstizi si può verificare che il fenomeno ritarda di circa sei ore ogni anno (5 ore, 48 minuti e 46 secondi per la precisione), salvo subire un nuovo riposizionamento indietro ogni quattro anni, in conseguenza degli anni bisestili, introdotti proprio per evitare un progressivo disallineamento delle stagioni con il calendario. A causa di queste variazioni può capitare che il solstizio astronomico cada il 20 o il 21 giugno per l'estate nell'emisfero nord o il 21 o 22 dicembre per l'inverno nell'emisfero nord.

 Da un punto di vista climatico, difficilmente ci sarà da essere ottimisti per il prossimo futuro vista la pessima piega che hanno preso questi eventi nell'ultimo decennio. Non ci resta che esserne consapevoli.

Nessun commento:

Follow us on Facebook