lunedì 7 dicembre 2009

Innalzamento del livello del mare: Sarà tre volte peggio del previsto

5 dicembre 2009

Se la temperatura del pianeta supererà i due gradi, possibilità che molti scienziati ormai danno come inevitabile, il livello del mare salirà fino a 20 cm nel 2050 e a 49 nel 2100, secondo il rapporto dell'Ipcc. Saranno a rischio tutte le città costruite sulle coste (l'Olanda ha già avviato i lavori rinforzo delle dighe) e molte isole rischiano pesanti inondazioni fino a rimanere sommerse se l'aumento del mare si combina con tifoni e piogge intense. In particolare quelle più piccole, il cui suolo sale di pochi metri appena sul livello del mare. Di seguito una mappa delle zone più vulnerabili.




Una nuova ricerca indica che il livello del mare potrebbe salire nei prossimi 100 anni di un metro rispetto ad oggi, previsione che è tre volte superiore alla prospettiva sull’innalzamento delle acque effettuata dall’UN’s Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC. La nuova rivoluzionaria tesi deriva da una collaborazione internazionale tra i ricercatori del Niels Bohr Institute presso l’Università di Copenaghen e scienziati inglesi e finlandesi, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista di divulgazione scientifica Climate Dynamics.

Secondo il Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il clima globale nel prossimo secolo sarà tra i due e i quattro gradi più caldo rispetto ad oggi , ma l’oceano è molto più lento nel trasmettere calore all’atmosfera così come le grandi lastre di ghiaccio in Groenlandia ed in Antartide sono decisamente più lente nello sciogliersi. La grande incertezza nel calcolo del futuro aumento del livello del mare deriva sostanzialmente dall’incapacità di prevedere la velocità con la quale i ghiacci che si sciolgono sulla terraferma confluiscano poi verso il mare. Il modello impreciso di previsione di fusione del ghiaccio è alla base degli attuali pronostici effettuati dall’IPCC, che non sono in grado di rendere atto dei rapidi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni. Ecco perchè questa ricerca ha affrontato il problema con un approccio totalmente diverso.

Come spiega Aslak Grinsted, geofisico presso il Centre for Ice and Climate del Niels Bohr Institute della University of Copenhagen:
"Invece di fare calcoli basati su quello che si crede accadrà con lo scioglimento dei ghiacciai abbiamo fatto i calcoli sulla base di ciò che è realmente accaduto in passato. Abbiamo esaminato il rapporto diretto tra la temperatura globale e il livello del mare negli ultimi 2000 anni".

Isole del Pacifico - Micronesia, le isole Salomone, le Marshall, le Fiji, le Samoa, Nauru, Kiribati, Tonga, Tuvalu, Palau e Vanuatu rischiano di essere sommerse in meno di 90 anni, secondo gli studi della Federazione delle isole del Pacifico. Già da un anno, con l'intensificarsi di eventi atmosferici estremi, come tifoni e piogge torrenziali, hanno avuto un assaggio di quello che succederà: le alte maree hanno spesso completamente inondato il suolo, distruggendo campi coltivati e contaminando l'acqua. Gli abitanti di Carteret, isola della Papua Nuova Guinea o Papuasia, sono già stati trasferiti tutti così come quelli di Banabans.

Maldive - Più a nord, e in un altro oceano, il rischio non cambia. L'atollo corallino è fra i più minacciati al mondo dai cambiamenti climatici. Con un'altitudine media di poco più di 2,10 metri, le Maldive rischiano di scomparire a causa dell'aumento del livello dei mari. Per questo, il mese scorso, con un'azione dimostrativa il governo si è riunito sott'acqua per attirare l'attenzione del mondo e mandare il loro SOS a Copenaghen. Dove non andranno per il rosso delle casse dello Stato.

Paura anche in Europa - Ogni Paese che si affaccia sul mare rischia di perdere parte delle zone costiere. Alto il rischio per il Mediterraneo, secondo un recente rapporto Onu: Venezia inondata, il delta del Nilo scomparso, intere isole come le Baleari sommerse in meno di 100 anni se solo il livello del mare salirà di qualche centimetro. Ma anche al Nord, in Olanda, già lo scorso anno il governo ha avviato i lavori per rinforzare le dighe. E nel Golfo di Riga, in Lettonia, si preparano a rinforzare gli argini del fiume che potrebbe perdere il suo delta.

Nessun commento:

Follow us on Facebook